« · × Raffinata Peccatrice, soggetta ad attacchi di maniacale svogliatezza, si diletta nel distruggere l'orrido. Brucia d'ispirazione alla vista dell'intrigante cremisi. Deruba gli accidiosi per dispetto. Golosa di narcisismo, s'addormenta sotto gli alberi di Ciliegio, aspettando che qualcuno la faccia diventar un Pettirosso. Magari con le Ali. Lei è come una vocale: su di essa l'accento cade e si posa. Accompagna sfacciatamente Gretel nel Suo Viaggio. Diventa prepotentemente testarda se viene contraddetta. Affetta da Misticismo Ateo. Poi, quello che non sai di Eleonora puoi solo Immaginarlo × · »


Avetefatto seppuku in *loading*

Io non ho età. Ho solo una proiezione mentale su cosa sia il tempo, non pentendomi mai di perderlo. Non sono calma, nè isterica, ma compromettente a tal punto di poter mettere in gioco la mia stessa morale. Sono forse vanitosa, una pecca che esprimo inconsciamente, ma che rende felici per qualche istante. Il mio ego è talvolta spropositato, ma finisce di espandersi quando la ragione impone il suo silenzio; il cuore smette di battere, e chi c'è deve cominciare a preoccuparsi. Stimo la mia vita. E per mia vita non intendo la mia, ma la tua dentro me. Un tempo mi sarei vergognato di questo amore, e adesso mi vergogno solo per non averlo provato prima. E sai dov'è che ti stimo? Nell'impotenza. Si. Ad esempio, ieri avrei voluto scriverti. Avrei voluto scriverti le cose più belle. Ma sapevo bene che una, la migliore, non avrei mai potuto dirtela, perchè tu devi svelarmene ogni frammento. Sei tu la mia cosa più bella. E sul nostro diario segreto parleremo di un amore incomprensibile, destinato ad estinguersi sul cerchio delle vite Chacun a vu la beauté. Aucun n'a vu la douleur.

Quando uscii dal ventre di mia madre io venni fuori con i piedi in avanti
Oh! Meraviglia della levatrice
Oh! Pianto delle donne nel vedere che la mia bocca aveva già tutti i denti
Segno chiaro e manifesto che avrei ringhiato e morso come un cane. c est la vie
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epicedio di un pettirosso.atto secondo


mercoledì, 11 giugno 2008
"Ma perchè non te ne vai da Napoli?"

" Non riuscirò mai a sentirmi distante, abbastanza distante da dove sono nato, lontano dai comportamenti delle persone che odio, realmente diverso dalle dinamiche veloci che schiacciano vite e desideri. Nascere in certi luoghi significa come essere il cucciolo del cane da caccia che nasce già con l'odore di lepre nel naso. Contro ogni volontà, dietro la lepre ci corri lo stesso : anche se poi, dopo averla raggiunta, puoi lasciarla scappare serrando i canini. "

"Gomorra"
di R. Saviano


E' successo che parlando con Alfredo gli ho chiesto perchè Napoli lo renda così mammone e così restio a lasciarla. In fondo, vedi Napoli e poi muori, ma in fondo a destra vedi Napoli e ti innamori. A sinistra non c'è nulla invece.

Però mi ha convinta.

 

-> Ice cream



-> Noire | Bruciato nel vento 21:18 | Le vostre chiacchierecommenti (1)
c est la vie




sabato, 26 aprile 2008
.
Mi sono svegliata per la luce della sveglia e per il vento che faceva sbattere gli scuri, nervosissima. Un caldo atroce, quasi fosse estate e stessi dormendo con il piumino. Avevo la fronte fredda, eppure un malditesta distruttivo, il collo in fiamme e la gola chiusa, secca. Me ne sono andata in bagno a rinfrescarmi, l'acqua fredda era tiepida sulla mia pelle arrossata; gli occhi erano liquidi, dispersi, chiarissimi. Non erano i miei occhi, era come se vivessi in differita i sensi ingannevoli. Come estraniata, come se la febbre fosse stata la linea di confine fra sogno e realtà. Il gatto si è svegliato ed è andato via, impaurito. Avevo perso il sonno e ciò mi rendeva inquieta, tanto quanto quella notte. Ero come in ansia per qualcosa, come se ci fosse stata solamente caffeina nelle vene. Alzare gli occhi e guardare il soffito mi regalava solo che sofferenza, come normalmente è, come è sempre stato. Non avevo pensieri, ma solo un dominio incontrastato di sensazioni e battiti accelerati del cuore. Cercavo fra le lenzuola un punto fresco, ma inevitabile era il contagio del caldo. Tre ore di insonnia immaginifica, la vendetta dell'ansia, l'onda d'urto dell'adrenalina che viene solo sola, la febbre e i denti stretti. A un certo punto ho sentito di nuovo freddo, e poi ancora caldo, la luce della sveglia, il cuore, il vento, e da lì è partito tutto, tutta una confusione che non so scrivere. Poi è tornato il gatto, ed è finito tutto.


-> Noire | Bruciato nel vento 15:24 | Le vostre chiacchierecommenti (6)
drap, presque bleu




giovedì, 17 aprile 2008
Cafè
Il caffè, per essere buono, deve essere nero come la notte, dolce come l’amore e caldo come l’inferno (Bakunin)

Ricordo che in Francia mi sono seduta al caffè sotto casa, ho accavallato le gambe, ho messo gli occhiali alla Audrey, ho posato il gomito vicino alla tazzina e ho dato fuoco alla Vogue. Stavo lì, in balia degli sguardi dei vicini di tavolo, che più che vicini eran in comunione. Chi è stato a Parigi sa che la larghezza dei posti è pari all'apertura dei gomiti, e a volte succede che ti rubi la bustina di zucchero del cliente a fianco.
Sinceramente, faceva schifo il caffè: la scritta "Illy" mi ha ingannata! 6€ per una soluzione color scuro con un pò di crema e una sedia. Sì, bella, laccata di nero, in mezzo al marciapiede del boulevard, ma sempre una sensazione di semi schifezza per il gusto. Eppure ho bevuto quel caffè, dimenticandomi di essere una italien. Ho provato il caffè americano, francese, colombiano, quello delle mille moka di Lò, spagnolo, quello delle pubblicità con la vj di Mtv, ma il piacere di gustare un caffè sola, sotto al sole e alle ombre parigine te lo regali da sola. Ho cercato la miscela perfetta da quando mia madre me lo fece scoprire alla veneranda età di sei anni; rimasi allucinata da tanta amarezza, e ricevetti il battesimo. Per un pò sono stata atea, ma quando scoprii il mondo della scuola divenne l'unico espediente per elevarmi oltre la marmaglia-bambagia che continuava a prendere dai distributori la cioccolata calda (che io odio). E' peggio di una droga, in certi casi.
Il caffè, la bevanda più famosa della coca cola, di cui imita spudoratamente quella sensazione di sveglia, pausa di milioni di lavoratori, escamotage per incominciare l'approccio al bar, sacra funzione religiosa di tutto l'universo, chiuso lì, in quei pochi grammi di moka, composto di due vocali e tre consonanti, cinque lettere demoniache, dentro una tazzina bianca scaldata. Oddio ... caffè!

Ho imparato a berlo senza zucchero per ricordarmi che c'è ben altro di così amaro oltre al mondo...


-> Noire | Bruciato nel vento 21:29 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
presque bleu




lunedì, 31 marzo 2008
Imparità divine

«Ad Allah appartengono novantanove nomi – cento meno uno –, non li memorizza se non colui che entrerà nel Paradiso. In verità Lui è l'Impari, ama le cose dispari» (Bukhari 6410 e Muslim)

Oggi ho imparato questo.
Tranquilli, il mio ateismo è stato ibernato nel mio petto e non credo che si sciolga per una citazione... Sono troppo piena di me. Perchè anche non credere è una forma di fede, ma raccoglie in se la protesta, il dissenso, l'amore per il mondo, l'attaccamento alla realtà, la fine dell'illusione. Ed in tutto ciò io non credo. Dio avrà il mondo.

Ma io ho i miei numeri.



-> Noire | Bruciato nel vento 15:37 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
presque bleu




giovedì, 20 marzo 2008
1,2,3 + a,b,c

Vedo numeri ovunque. Sono quasi ossessionata dalla continua frequenza con cui i numeri si propongono. Conto tutto ciò che è numerabile, il che vuol dire che tutto ciò che è esistente è prodotto di un calcolo ben preciso. Perfino Dio nella sua unità è numerabile. E' uno, uno solo. Perciò devo dedurre che anche Dio e l'invisibile siano numerabili.
Ho cominciato a fare esercizi semplici e davvero quotidiani. L'altro giorno ho calcolato la probabilità di avere somma dispari nelle targhe delle auto; è stato divertente, ma ho rischiato di finire fuori corsia per vedere i numeri seriali sulla seconda macchina avanti a me. Però le probabilità di numeri dispari nelle ore di punta quali l'una o le sette di sera è davvero sconvolgente. Sarà che escono le auto con tassa sul lusso di dirigenti, banchieri, dottori ?
Credo che lascerò perdere la letteratura. La trovo scontata, e ribadisco che trovo odioso essere scontati. Questo mondo di numeri mi affascina quanto le teorie scritte a lettere. Non è pura matematica, ma è la geometria che vedo ovunque. E' l'unica materia umana capace di contenere la perfezione : un semplice cerchio. Forse sbaglierò, ma il mondo è più semplice visto così; senza stare a formulare parole, senza scuotere troppo l'animo. Per incontrare la letteratura è d'obbligo passare per i grandi classici; per il mondo dei numeri invece si può arrivare anche per mezzo delle targhe delle auto. Ricordo che mio padre, a causa del suo lavoro, ha avuto la stessa illuminazione fino ad arrivare alla teoria dei giochi.
Ho scoperto che le lettere mi piacevano così tanto perchè racchiudono a loro volta numeri, numeri e numeri. Sono capaci di renderli diversi sono nella scrittura ma il significato non cambia mai. Ma ciò che più mi entusiasma è il fatto che c'è sempre un ritorno alla partenza, un cerchio, e quindi c'è perfezione nel mondo. Nulla è lasciato in disparte, il tutto stesso è il tutto.
Tanto per cominciare con qualcosa di leggero, ritroverò in casa il libro di Eric Berne "A che gioco giochiamo" , girerò intorno alla semplicità numerica per mangiare la ciliegina sulla torta: Nash. Sì, è qui che devo arrivare, anche se non ci sarà una graduale ascesa verso di lui... non mi sono mai piaciute le attese.
E' tutta colpa del mio professore di Matematica. Mariano maledetto!

Ci sono altri passatempi, sinceramente, come mandare a puttane la lezione di filosofia che non mi soddisfa più o contare quante volte alla Preside si gonfia la vena sulla nuca per il nervoso mentre tenta di infilarci in massa dentro la "stanzetta del cazziatone".

Strizzo gli occhi e strofino i pugni su di essi: ma che sta succedendo? Io che parlo di numeri? Sarà la primavera tardiva, saranno le mie allucinazioni nature, ma io non mi vedo più strana. Tutt'al più, compromettente.



-> Noire | Bruciato nel vento 12:36 | Le vostre chiacchierecommenti (7)
presque bleu




lunedì, 10 marzo 2008
Il titolo non lo so...

Ho gettato il cuore oltre la siepe. Giacomo si incazzerebbe molto se sapesse che l'ho fatto dopo di lui. Ma si sa, i recanatesi sono abbastanza ignoranti da non capire quanto vale quella panchina.
Purtroppo per me sono stata di nuovo fregata dall'illusione romantica e come disse Binni, il mio è un vero urlo di dolore davanti al fallimento.
Sinceramente, mi piace pensare di essere una big spender di parole, e questa volta i miei compagni ci rimangono male quando parlo di Petronio e le sue vene. Non sono matta!
Oggi mi sono sorpresa: ci sono persone in classe che solo ora scoprono Warhol, Tiersen, la fotografia, Baudelaire, lo Sturm und Drug, il Giappone, la bellezza del demodè, le borse eccentriche ...  mi sto chiedendo se questi poco più che diciottenni non siano altro che i miei fantasmi e le passate Eleonore. Oddio... sono stata anch'io tremendamente scontata? No no ... non lo sono stata. Forse perchè ognuno è unico, e tutti vivono il proprio percorso diversamente. Anche questa affermazione è scontata, ma è pur sempre una verità assoluta. O almeno cerco di convincermene.

ODIO, ODIO LA SCONTATEZZA!

Non riesco ancora a trovare un blog. Non credo di esser capace di crearlo; sono come Lò, lo ammetto: cerco le persone con cui non parlo mai per attaccare bottone sul blog e ... ta-dah! Poi le ringrazio dedicando il solito post senza pronunciare il nome, qualche indizio, una frase d'effetto, i commenti e poi chi si è visto si è visto. Gli esseri umani sono così  facili da fregare. Soprattutto i post-adolescenti e la loro sensibilità che varia a seconda degli ormoni.

- risatina -

C'è solo una cosa vera nel mio mondo. Però non c'è.



-> Noire | Bruciato nel vento 18:04 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
presque bleu




giovedì, 21 febbraio 2008
Se postando io potessi dirvi addio ... vi addierei ...

E va bene. VA BENE. Diciamo che mi sono presa una bella dosa di tempo e quell' "under construction" è rimasto lì per un anno quasi.
C'è chi le chiama crisi mistiche, chi assenza di tempo, chi mancanza di estro poetico, ma io un motivo ce l'ho. E' che sinceramente questo mondo di pixel comincia a scoppiare come i puntini sul monitor e mi va stretto. Ho un book intero di foto che riguardo sempre con piacere, ma con poca memoria: le foto che faccio, il motivo, me lo scordo sempre, e mi sento una vecchietta sbadata. Ma io adoro essere sbadata e svampita, è una specie di scusa taciturna e la rifilo spesso. Essere stupidi è la più grande e semplice bugia che si possa dire perchè ci possono credere tutti, a patto che il vostro QI sia diciamo... normale.

Questo blog mi fa parecchio schifo, ma per ora va bene così.
Partiamo dal dire che questo blog l'ho riaperto con una vera decisamente sarcastica e auto ironica: i contenuti che si leggono sono spesso doppiogiochisti e da vero suicidio, schizzi di materia grigia e sprechi di smalto per unghie, ma hanno un senso se messi sotto l'immagine di un tenero gattino dormiente. Ecco, io sono un kitten.
Se mi dai da mangiare, mi coccoli e mi dai un posticino dove dormire, mi sto volentieri. Se non ce li hai... torno a collaudare i miei cuscinetti sotto le zampe su qualche muretto decadente.
Questo template, come sempre, è stato messo perchè penso che fra un poco lo cambierò; poi, guardando il risultato del precedente e il tempo impiegato ... Ah Ah Ah! Mi ci viene da ridere!

Deluderò forse qualcuno, ma stasera non mi passano genialate in testa da scrivere. Quando si è felici c'è poco da fare ... si è felici e basta. Farfalle nello stomaco e naso all'insù mi sono bastate per vedere Parigi. 7 giorni splendidi in compagnia della persona giusta.

E dopo la Tunisia, l'America, Barcellona, Grecia, Svizzera, Venezia, Parigi ... ci manca la zona anglo-olandese e zarina. San Pietroburgo ... perchè no, si può fare.

Anzi. Ma che diavolo dico. Japan.



-> Noire | Bruciato nel vento 22:03 | Le vostre chiacchierecommenti (6)





martedì, 26 giugno 2007
Doll Face


Ne pas imiter un visage de poupée ...


-> Noire | Bruciato nel vento 13:59 | Le vostre chiacchierecommenti (3)
c est la vie




venerdì, 15 giugno 2007
Non ho un titolo, stasera

Al limite del piacere
al limite dell'orrore
al limite del dolore
al limire dell'amore

Dovevo chiudere il blog in uno dei mie tanti attimi di ordinaria follia. Mi è girata un'incazzatura e non sapendo se continuare a stritolare il gatto o mastigare gomme, ho preferito tornare alla vecchia e sana quiete. Per un pò non scriverò più. Devo andarmi a ricaricare. Mi è bastata una lettera per cambiare, subito.
Questa sera mi batte forte il cuore. Non sono innamorata, non sono tachicardica. Osservavo il Liga sul palco mentre suona e canta Piccola Stella Senza Cielo. Sono canzoni tutte collegate. Ricordo in che macchina stavo sentendo il ritornello di Happy Hour, ma non ricordo chi sedeva alla mia sinistra. Non era Dio, nè una donna dai capelli castani. Cosa ci fai in mezzo a tutta questa gente sei tu che vuoi, o in fin dei conti non ti frega niente. E poi, eccola, quella che preferisco: Le donne lo sanno; l'inno naif alle italiane che ballano a piedi scalzi sulle spiagge della riviera, con cavigliere e capelli tirati su con qualche spillone di fortuna, le gonne alla zingara e gli occhi con tre luci : il fuoco, il riverbero della luna sul mare e i flash delle digitali e... m
entre il sole alle spalle va giu, e quel sole vorresti non essere tu ... 
Ha ragione lui quando dice che la vita non è in rima, che ai maschi puoi stare sempre lì in testa mentre  godi sapendo di occupare tutte le loro fantasie, che nessuno ha mai pagato per me, che mi creo notti belle dense e cado ballando sul mondo.
Questa notte parlo d'amore perchè Lucia, Lucia ... questa notte ti risponderò.  



-> Noire | Bruciato nel vento 00:20 | Le vostre chiacchierecommenti (6)
chanson, presque bleu




martedì, 12 giugno 2007
{ fenêtre }
E non mi resta che allacciare un paio d'ali alla mia testa
e lasciare i dubbi tutti a una finestra
per quel paio d'ali fuori è ancora festa
perché non ho molto tempo

e non mi resta
incollato un paio d’ali alla mia testa
e ho lasciato tutti i dubbi
a una finestra
per quel paio d'ali sai non è più festa
perché non è molto il tempo che mi resta...
no mi resta, no mi resta, incollato un paio d'ali a questa testa

si ma tu stringi, stringi, stringi, stringi, stringi, stringimi sulla finestra

... se ti porti dietro il mondo porta dietro pure me


Lyrics by Negramaro - La Finestra


Joyeux  Madame Tristesse


-> Noire | Bruciato nel vento 16:34 | Le vostre chiacchierecommenti (2)
chanson




sabato, 09 giugno 2007
Ultimo giorno di scuola

Noi siamo la vera Classe Mista 3 A

Ve l'avevamo detto noi di chiudere l'acqua, di controllare gli zaini, di nascondere i crocefissi, di chiudere l'aula computer, di stare attente alle sottane, di non darci l'aula magna con le casse, di non farci stare nelle classi, di non darci i microfoni e l'impianto stereo ...

E alla fine : 

Bollettino di guerra

- Si narra che lo spaccio alla zona industriale sia stato assaltato e che si siano spesi 100 € di farina, palloncini, uova, coriandoli, festoni, birra, e gli immancabili biscottini
- Si dice che i rubinetti non avessero più la maniglia per chiudersi
- Si racconta che, stranamente, tutti avessero gli Eastpak. Sì, ma dentro non c'era nulla di cartaceo apparte il cartone da 6 della Heineken
- Si tramada che dei crocefissi non vi sia traccia. Al loro posto, foto improbabili e scatti rubati di storie di ordinaria follia liceale
- Si ha reminiscenza di un'aula computer tutta accesa, musica a tutto spiano e siti non propriamente casti e puri come home page
- Si sentono ancora le urla delle Suorine a cui il vento alzò le sottane (sfatando il mito che sotto non portano niente...)
- Si ha testimonianza di una cassa letteralmente scoppiata per via dei bassi troppo forti
- Si contano i danni in aula magna, con tanto di scritte sui muri, festoni appesi, corpi ubriachi ribaltati dietro le cattedre
- Si fanno i conti delle porte scardinate nei tre piani dell'istituto
- Si ode l'eco di qualcuno che canta canzonette da osteria troppo sconce e che il microfono sia stato lanciato ...
Volevate la guerra santa?

Buona estate a tutti



-> Noire | Bruciato nel vento 12:39 | Le vostre chiacchierecommenti (3)
c est la vie, presque bleu




domenica, 03 giugno 2007
Little Placebo
I Placebo ritornano prepotentemente nella mia testa. Mi commuovo guardando il video di Special Needs, 20 Years, la sua età, Song to Say Goodbye vorrei fosse la mia lingua, Every me and every you mi da grinta per affrontare la giornata.

Mancano pochi giorni alla fine della scuola, e se apro il diario vedo pagine e pagine piene di compiti, test, gite, voti. Ma quelle sono parti che vanno via, te le dimentichi. Sono le dediche di Michelle, le Tag di Silvietta, le frasi di Marty e le parolacce di Nicky.

A voi non vi diranno nulla, certo, ma per me sono stati i granelli della clessidra di un inverno interamente trascorso a concentrarmi. Guardo la mia scrivania, perennemente invasa da cd, libri, vestiti, accendini e uniposca senza tappetto: vedo una ragazza con i capelli tirati indietro, le gambe nella posizione del loto e le mani impiastricciate di pezzetti di scotch e inchiostro nero. "Perchè il nero è il colore degli scrittori"
Gli oggetti sono pillole di memoria.
Fra poco avrò bisogno solo di una sveglia fissata per le 14.00, caffè e caffettiere pronte altrimenti dalle 20.00 alle 7.30 di mattina non c'arrivo, la divisa dello Staff Camerieri e l'armadietto con su il mio nome. Lavorerò in discoteca, ma per me sarà solo una scusa per stare lontana da casa e fare soldi e spendere, spendere, spendere ( o comprare, comprare, comprare - come preferite?) . Non me ne vergogno nemmeno un pò, porterò tacchi e pantaloncini shorts, sorrisi sterili e gentilezza di plastica, e non mi importa non mi importa non mi importa di cosa penser...

Ho reclamato la mia vita
[ inchino, applausi, buio ]


-> Noire | Bruciato nel vento 20:47 | Le vostre chiacchierecommenti (5)





venerdì, 25 maggio 2007
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From Miscredente Corrado, to the fake smilin' girl Eleonora.
Sai, la leggo spesso.

Ritratto in LaMin

Ride come ridono quelli che non sanno realmente come si fa, e che l’hanno visto fare dagli altri. Un po’ come me, ma meno. Più che altro, ride perché è il modo migliore per far ridere chi la guarda: e se ridi, non puoi fare domande spiacevoli, o guardare troppo a fondo ciò che si vuole nascondere. Lei ride, tu ridi, e magari guardi il petto e non gli occhi, o guardi altrove. Così smette di farlo, e può rilassarsi, chè tutto è finito, e non c’è bisogno di far finta di niente.
Perché è quello il problema, è quella la cosa più curiosa: la leggerezza di un gesto, di una posa, che aiuta i ragazzini a darle un carattere, a darle una personalità, a darle una maschera. Una bella maschera, nulla da dire, s’addice a lei – vi ho già detto che è bella? – ma è pur sempre una maschera. E così si va oltre, si cerca sempre di andare più in profondità. E così ci sono momenti di durezza, di cinismo, quelli subito sotto il primo strato, per cui i ragazzini che si pavoneggiano possano dirle “Ma io ho visto come sei fatta dentro”. E’ sempre utile, sempre piacevole; Ma è comunque sempre falso alla fin fine.
Non fraintendetemi però, non è una persona che mente, o che inganna la gente: se lo fa, è per giocare, per divertirsi, un po’ come tutti quelli che non dicono sempre quello che pensano, o che dicono “no guarda, ho da fare”, per uscire la sera con una persona diversa. Non mente per far male agli altri, al massimo omette, nasconde. Ma è solo per non far male a sé stessa, per quanto si potrebbe benissimo dire che sono cazzate, bullshits buttate così per non far annoiare la platea. E’ una ragazza triste, dal sorriso dolce e dallo sguardo perso in qualche sogno lontano. Non chiede, non sa bene come si fa a parole. Ma chiede in altro modo, basta non guardarla con gli occhi, e non ascoltarla con le orecchie. Si lavora col cuore quando si ha a che fare con lei, la mente si può anche buttare e tirare lo sciacquone, perché a ragionarci, ci fai sempre un torto: metti che sei come me, che cerchi di esser serio: lei ride, e si rovina tutto, perché vuol dire che non dovevi chiederglielo. Oppure ti risponde di malo modo, che è come se ridesse, ma con meno interesse per la questione. Se invece sta zitta…lì è realmente grave: perché non ha più risate da usare, e non ha più risposte ciniche da dare. Allora lì è solo silenzio, e magari un abbraccio, che non guasta mai. Ma va solo offerto, non va fatto mai quel gesto. O lo fa lei, o niente, o è solamente un gesto da ragazzini che ti stringono solo per sentire le tette sul petto e farsi qualche pippa mentale su sesso a buon mercato.
Alla fine il problema è tutto lì: le persone che sono belle d’aspetto hanno una vita d’inferno quando cercano qualcuno che non le guardi da fuori, ma semplicemente da dentro.

O forse non sono abbastanza neutro?


mono no aware
E comunque grazie, grazie, grazie.


-> Noire | Bruciato nel vento 23:35 | Le vostre chiacchierecommenti (5)
presque bleu




mercoledì, 23 maggio 2007
Gorgeous insanity

What I resist, persists, and speaks louder than I know
What I resist, you love, no matter how low or high I go


Ci sono giorni in cui la mia eccentricità scappa dalle mani ed è perennemente in attesa nell'anticamera del cervello. Sarà l'esaltazione per i ben voti che, diciamocelo, offrono il 50 % di gratificazione giornaliera. Il caldo mi tiene sveglia la notte fino alle cinque e se poi decido di non dormire per nulla e fare tutta una tirata non mi sottraggo. Ieri notte ho visto le lucciole in giardino, sospese controvento. E' stato quasi... romantico. Peccato che l'unico amante in quel momento fosse la mia Chesterfield. Sì, quelle chesterfield classic blue che sapranno di te sempre e comunque. Per un momento mi sono resa conto che ho collezionato una serie di cazzate nel giro di tre mesi.
Ho lasciato un ragazzo che forse mi voleva davvero bene, ho litigato con Alf, sfanculizzato metà corpo docente (sottone di merda), mi sputtano tutti i risparmi, non mi impegno a danza, non so dire mai a Rika quando ci rivedremo. 
Ehi, cazzo, ho capito, 'ste cose pesano, ma mica posso sempre fare il candeggio della mia coscienza.



to be gorgeous
one like no one


... rasentiamo la follia



-> Noire | Bruciato nel vento 15:28 | Le vostre chiacchierecommenti (3)
drap, presque bleu




sabato, 19 maggio 2007
Poetry & Mascara
La mia vita sulla tua sigaretta
Ora è fra le mie dita
Fine dei giochi
Ti alzi e te ne vai



A.A.


Je ne suis pas dans l'amour. Je suis deviens haut. Trop.
I'm not in love. I'm get high. Too much.
No estoy en el amor. Yo soy consigo alto. Demasiado.


Come ogni sabato mi preparo per uscire. Amo il mascara, sebbene le mie ciglia siano lunghe, troppo lunghe . Se la farfalla di Lorenz è capace di provocare un uragano, io, nella mia vanità, tento di dar fastidio alle facce sconvolte che vedrò stasera.
Cellulare addio, chiavi forse, saluti al mio vecchio, improbabile incontro per le scale con la vicina. Mi immergo nel crepuscolo aspettando sotto il portone il mio autista di nome Martina.


Sono inquieta.


-> Noire | Bruciato nel vento 19:50 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
drap




mercoledì, 16 maggio 2007
Away

Finalmente vivo solo un istante di sano disordine
Sono pronta per andarmene. Sono pronta anche se specchiandomi vedo il pigro occhio destro nascondersi dietro la frangia. Vedo un volto a metà ma che importa? Non ho crisi esistenziali e il mio menefreghismo cresce con piacere.

Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più




-> Noire | Bruciato nel vento 18:24 | Le vostre chiacchierecommenti (6)
c est la vie




sabato, 12 maggio 2007
Casa di Nora

Casa di Bambola. La protagonista è lei, Nora.
Porta il mio soprannome, ha un uomo che la vizia e la ricopre di nullità e vergogne allo stesso tempo. Io ne ho uno, ma non porta la fede al dito come la mia.
Fra dolci e riconquiste di parità rifletto e mi fermo a pensare.
Io non sono il lucherino di nessuno, non mangio roba zuccherata, mi considero donna e carne viva, ho schiacciato la virilità maschilista più di una volta. Eppure capisco che certe signorine non sanno fare a meno di un uomo.
In amore c'è una sola regola: non ci sono regole.  

{ Oh i'm no one's wife, but, i love my life }

Mi piace.

E non sto parlando del libro, ora.
Sono la contraddizione fatta persona.




-> Noire | Bruciato nel vento 11:49 | Le vostre chiacchierecommenti (2)
drap, presque bleu




domenica, 06 maggio 2007
Jingle

I'm a Bitch I'm a Lover I'm a child I'm a Mother I'm a sinner I'm a saint I do not feel ashamed

 



She sits alone waiting for suggestions, he's so nervous avoiding all her questions. If you want my body and you think I'm sexy, come on, sugar, let me know. If you really need me just reach out and touch me. Come on, honey, tell me so

But I'm here staring up, at pictures on the wall, and where are you, you're still stuck inside them all



Mordo l'aria con noia, la risputo con furia. Mando l'MP3 a manetta, ficcandoci le casse così tutti potranno sentire che c'è un brain at work.  Penso al mio futuro e se ce lo avessi per mano lo stritolerei. E non c'ho voglia di rispondere alle domande, al cellulare, all'appello. -3 settimane e anche di meno alla fine della galera. Ottima pagella e per la prima volta ho fatto contento mio padre. Saggio di danza, finisce anche quella e tutti i dolori alle ossa e ai muscoli. Poi me ne vado a lavorare in discoteca. Casa, affitto, acqua luce gas, benzina, tutto pagato. 1500 € al mese e chi s'è visto s'è visto. Lontana da casa, lontana da 'sta città di pezzenti, dalle calde mura domestiche. Libera, libera di fare quello che voglio, di decidere dove buttare i $oldi che mi guadagno. (liberi tutti liberi tutti liberi tutti - gridano i Subsonica ) Porto Champagne e Long Drink ai figli di papà e gli faccio gran sorrisi. Dietro al bancone tutti cercano la bar-man ( o girl, che dir si voglia) allungando le loro braccia e le loro bocche secche.
Regole zero
E non sarò sola.
T'ho trovato occhi azzurri. E sei mio, mio mi m ...



-> Noire | Bruciato nel vento 20:20 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
c est la vie, chanson, presque bleu




lunedì, 30 aprile 2007
Tribù

Quando sei in discoteca l'inibizione non esiste. Tutti sono uno, ed uno è tutti. Il tuo Privilage Party è la tua casa, il tuo mondo.
Conosci tutti ma non sai i nomi di nessuno. C'è il ragazzo con , c'è la ragazza che, la cubista vista anche a . La fine della frase non conta, sai che c'è quella persona e te la ricordi.
Cammini per farti spazio come se stessi in mezzo ad una tribù, dove tutti ti fanno spazio perchè magari sanno chi sei. Ti sorridono, ti toccano i fianchi per farsi spazio. Si strusciano contro anche con malizia, ed è tipica la palpata di turno. Sta a te reagire, come e quando.
Si abbattono le frontiere della sfera intima, non esiste la timidezza.
E' una massa che si muove, una grande massa che si muove ed urla con le mani al cielo.
Manco fosse un grumo di santi con le crisi mistiche.
Che tu sia finito, fatto o strafatto, non è importante.
La musica ti riempie e non ti fa scoppiare. Sei entrato al massimo, ed esci ancora più gasato. Ma appena i tuoi piedi calpestano la moquette della macchina, ti abbandoni al sonno. Il risultato è un
orecchino perso, tutti i soldi spesi, un fischio costante che ti risuona nella testa, i piedi che ti fanno male, la voce bassa per quanto hai urlato.
Urlate quanto vi pare, non vi sente nessuno lì in mezzo.
Ed è questo che amo.



Frase della serata: l'odio è l'unico sentimento disinteressato.



-> Noire | Bruciato nel vento 18:46 | Le vostre chiacchierecommenti (8)
presque bleu




giovedì, 26 aprile 2007
.

Tutti e cinque contro un muretto.
Uno si salva, gli altri ti muoiono davanti. Uno zingaro che scappa, la rabbia delle madri. Eppoi?
Un campo rom che brucia. Ma perchè sono stati uniti in quest'ultimo tragito finale? Non ha senso. Insieme stavano, ed insieme sono morti. Cosa raccontare a chi s'è bruciato le mani per salvare la sorella? Cosa ...

Non ho parole. Non ce le ho davvero.
Mi rimane solo da consolare la mia compagna, una spalla su cui questa volta non mi reggerò. Ci sarò io per te, Marty.

Eleonora, Davide, Alex e Danilo
Per sempre gli amici del muretto




-> Noire | Bruciato nel vento 14:44 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
c est la vie




lunedì, 16 aprile 2007
Trip mentale

Credevo di avere le allucinazioni da assuefazione da medicinale.
Vedevo cose che non ci sono, ascoltavo la musica e credevo che qualcuno mi avesse chiamata. Mi giravo, fissando il gatto immobile sul letto che mi fissa a sua volta.
Fui inquieta. Spegnevo il cellulare e dimenticavo che giorno era, dimenticavo che devo assolutamente chiamare Lucia ( perdonami... lo farò, dammi tempo), che forse era ora di mangiare e che dovevo risparmiare. Su cosa non lo so, ma devo risparmiare.
... un'astrazione mentale che sconfinò nell'apatia, atarassia e mi confondè con le note degli Afterhours.
A scuola ero attenta, o meglio, sbarravo gli occhi osservando quella multiforme creatura del professore di matematica dimenarsi con il palmare perchè la moglie sta per partorire, e lui sembra così entusiasta che lo scambieresti per un epilettico.
Mi misi in giardino, al sole. Ed ecco che quel gran bastardo mi accecò. Non mi sono potuta fidare di nessuno. Le palpebre pesanti, vedevo le chiazze chiare, efebiche figure che svolazzavano e le maledicevo per la loro leggerezza.

E fra tutto questo caos trovo una foto, l'unica foto, che ho con lui.
No, non era un sogno. E' la fottutissima realtà, strisciante e stronza.
Poi, finalmente, ho guardato il calendario.

Il giorno dopo il 13.

Bianco, chiusotto, matonna matonna, Trussardi, metro e sushi ... ma quante cose, quante cose non mi scorderò mai.


Io non sono dolce, non sono capace di scriverti più del mio amore se tu non mi dici che questo ti piace, perchè mi manca quell'amore, l'abbraccio seduti sulla sedia mentre ci dondoliamo senza parlare, come due bambini.
Oggi c'ho le cruel intentions verso tutto e tutti. Mordo a vista, perchè se ti penso mi viene solo un'incazzatura contro Dio, ma di quelle che nemmeno se cala di nuovo su questa terra. Anzi, se cala, che mi faccia il piacere di portarti con lui, perchè su questa terra non ci so stare; non ci posso credere che non corri giu per le scale, apri la porta scardinata e dici:




... che ci mangiamo oggi? Io ho fame.

Fame chimica, tristezza e sigaretta. Per non parlare delle maniche del golf bagnate.



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drap, presque bleu




lunedì, 09 aprile 2007
Venice

Mi conquista il cuore ogni giorno ed è una delle poche cose che mi gettano nell'atarassia completa, sprofondare nella bellezza utopica e risalire senza aver provato la paura di affogare.

La fotografia veneziana è stata la l'esperienza più bella che potessi ricevere per i miei 18 anni. Ho scoperto che le case sono tutte al secondo piano, la casa di Mozart è rossa, Rialto s'è scoperta nel sole e mi ha invitata a conoscerla fra i suoi palazzi. Il
Guggenheim è mozzafiato, ed il Ponte dei Sospiri ti fa sospirare davvero. Le barche sono come i Taxi, e le Gondole passano in fretta lungo le via acquose. I Gondolieri vestono davvero con la maglietta a righe bianca e nera, con i cappelli di paglia e la fusciacca nera che contiene quelle pance un pò rotonde, tipiche di chi dopo il lavoro alza il gomito e canta filastrocche d'osteria. I lampioni del porto sono con il vetro color rosa ed attirano le barche come falene...
Le calli sono buie e sporche, umide e decadenti, ma sono loro le vere regine di Venezia. Lì i fidanzati si baciano, le turiste si siedono ad ascoltare i rumori del quartiene San Luca. Ogni angolo è una meraviglia: maschere decorate a mano. Mi sono detta :
finalmente qualcosa fatto in Italia!
Ho girato per due giorni interi alla ricerca di angoli sperduti, mai fotografati dai famelici tedeschi, russi, giapponesi e cinesi. Ho toccato i muri logori dalla salina acqua e così facendo ho toccato la storia della città del Doge. Piazza San Marco è così spaziosa che i piccioni a mucchi sembravano chiazze di petrolio, il campanile la Torre di Babele e quella Chiesa... Quella Chiesa, come faccio a descriverla? Dal sapor d'oriente, di potenza, di lussuria, di maestosità. Il leone che fa inchinare il Doge, l'oro in abbondanza e i tasselli di mosaico verdi sono le facciate della Chiesa più simbolica al mondo, la più atea, la più politica. I Veneziani sono la magnificenza, tanto che si sono creati uno stile tutto loro : il gotico veneziano. E anche se ti insultano se non cammini a destra lungo le calli, ti amano per i soldi che gli dai, ma ti odiano perchè sporchi la loro città, così ovviamente bella ed elegante.
Avrei venduto l'anima al diavolo per immergere i piedi in una Piazza allagata: fare il risvolto ai pantaloni fino alle ginocchia
e poi andarsene a braccetto fino alla statua di Mazzini, e lì prendere il ponte fino all'altra sponda.
Con il traghetto privato ci siamo dirette a Murano, Burano, Torcello. I canali si insinuavano fin dentro la terra, lasciandomi su pontili, belli e romantici come quelli dei film. Il vetro di Murano è colorato, Torcello è in mano ad un architetto impazzio, ma Burano ti affascina con le sue case colorate di lilla, verde, ciano, giallo, rosso, fucsia, arancione. I bimbi giocano per i ponti con le biciclette; qui non sembrava esser giunta la globalizzazione; qui tutto è rimasto congelato nella tradizione della Laguna.

Venice black

{ Gondole }
















© photographe
me
en photo
Venice

CHI'L'G'HA 'SCIUGA'L CANAL ?



-> Noire | Bruciato nel vento 22:09 | Le vostre chiacchierecommenti (11)
presque bleu, photographie




sabato, 07 aprile 2007
La risposta a tutti i tuoi quesiti
Nella mia esistenza mi realizzo coltivando il culto di me stessa.


{ Dedicated to Miscredente }


-> Noire | Bruciato nel vento 21:15 | Le vostre chiacchierecommenti (3)
presque bleu




mercoledì, 28 marzo 2007
Panico

Sono andata al cinema tutta felice e curiosa. Ho preso la mia coca cola e qualche schifezza (alias liquirizia e robe gommose) e mi sono seduta. E' strabiliante vedere che intorno al corpo di una persona ci sono quattro diverse sfere intime. Chi mi stava vicino, chi conoscevo di vista s'è messo nella fila dietro, e chi invece parlava a bassa voce anche se c'è la pubblicità e le luci sono accese era schizzato otto file dietro. "Questi estranei sono tanto anonimi quanto inquieti" . Io mi scolavo la coca cola tirando con la cannuccia, con gli occhi sbarrati a fissare un punto dello schermo.
Così, all'improvviso, è partita una musica. Credevo fossero state le troppe bollicine di quella stramaledetta multinazione evaporate fin dentro il cervello, ed invece no ...
M'è venuta a trovare una canzone, già sentita.

All around me are familiar faces
Worn out places, Worn out faces


"Mannò!
Come facce familiari? Questi sconosciuti mi guardano come fossi un'alienata mentale. La mia collega sta seduta e già s'è chiusa su quell'ammasso di immagini con messaggi subliminari; cosa faccio? "

Going nowhere, Going nowhere

"Non posso alzarmi da qui. Ho trovato una poltrona color bluette che mi si sta risucchiando e le imbottiture si stanno adattando alle mie chiappe.

La coca cola sta finendo, le luci si sono spente ed io sono sazia delle caramelle panna&fragola. Non riesco a respirare e mi viene il panico. "

I find it hard to tell you, I find it hard to take
When people run in circles its a very very 
... Mad world.


300 è un film che meritava più attenzione. Il giorno dopo a scuola raccontavo la trama senza paura di svelare il finale.
"Hello, GOD, tell me whats my lesson. "



-> Noire | Bruciato nel vento 21:03 | Le vostre chiacchierecommenti (2)
presque bleu




giovedì, 22 marzo 2007
©
 
Disturbate Faust, amici miei. Ma non fatelo da anonimi.
Amo le maschere, ma non amo i senza volto


C. Marlowe, 'The Tragedie of Doctor Faustus'



{ From my eyes }

Io ho solo bisogno di una luce, della notte, del temporale e di un vetro.
From my window, for my world's words

© photographe : me
en photo : nocturne


-> Noire | Bruciato nel vento 16:20 | Le vostre chiacchierecommenti (3)
presque bleu, photographie




martedì, 20 marzo 2007
Fioritura

La fioritura dei Ciliegi in Giappone è stata tardiva. Il 14 Marzo aveva lasciato l'amaro in bocca a molti Giapponesi, ed io, chiusa nelle coperte della mia stanza, guardavo fuori in giardino il mio Sakura quasi privo di boccioli. L'edera intorno al tronco era secca, e avevo paura che quest'anno non avrei visto il bianco degli hanabira. Poi una notte tutto è cambiato: sarà stato lo sbalzo di clima, il sole e subito dopo la pioggia, ma una macchia candida ha tinto il panorama. E' fiorito. Da un'altra finestra posso vedere il Pesco Giapponese con i suoi spinosi rami e i fiori cremisi, scintillanti. Sulla mensola della stanza sguazzano le tre Carpe Koi. Una di loro ha messo su altre due pinne: sarà cresciuta?
Ed io sono orgogliosa di avere un pezzo di Giappone dietro il vetro, che sia l'acquario o la veranda.

Poi è arrivato uno splendido temporale... I rami della quercia si sono protesi, quasi volessero salvare il Ciliegio con le spoglie braccia. Il tramonto era divenuto una chiazza grigio fumo. La città cominciava a rimpiangere la luce del Sole, e gli uomini illuminavano le stanze e gli edicifi d'artificiale giallo.
Un lampo: non era il vicario di un tuono, ma il flash di una digitale di una ragazza sul balcone.


From my eye


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drap, photographie




mercoledì, 14 marzo 2007

Questa settimana ho ricevuto molti complimenti. C'è chi dice che non mi faccio sentire e se lo faccio sono come un sordomuto al telefono, e chi trova divertente abbinarmi a grandi politici, immaginarmi al volante, chi mi offre al bar cappuccino e torta senza conoscermi. ( Va bene...c'era casino, ho visto la colazione lì servita e me la sono fregata...)

Paul : " Sei talmente matta che faresti diventare violento e integralista perfino Mahathma Gandhi"
Panic Valè : " Se Eleonora guidasse una Smart, sarebbe ufficialmente riconosciuta come la Regine delle Stragi"

Grazie, Grazie [standing ovation+40 minuti d'applausi che manco Morricone...]

Stop con le telefonate come stop alle cazzate. Ho deciso che farò una seduta spiritica, prenderò di nuovo 6 in matematica, ridurrò le parolacce, metterò le Converse nuove e comincerò a distruggerle... e se perdo la scommessa mi farò le unghie verde flesciato per una settimana. Ollellè, ollallà.

Mi sto rosicchiando le unghie. Sono incazzata nera. Invocherò Vanth, Tuchulca e Charun se non troverò che cazzo di malattia c'ho. Mi fa male il petto, collasso di fitte allo stomaco e la sazietà arriva troppo presto. Omeopatia? Yah, thanks.



-> Noire | Bruciato nel vento 23:04 | Le vostre chiacchierecommenti (14)
c est la vie




sabato, 10 marzo 2007
Essenza di esistenza umana?

In termini filosofici, ogni oggetto ha un'essenza e un'esistenza. Un'essenza, cioè un assieme costante di proprietà; un'esistenza, cioè una certa presenza effettiva nel mondo. Molti credono che prima venga l'essenza e poi l'esistenza... Tale idea trova la sua origine nel pensiero religioso... E per tutti coloro i quali credono che Dio crei gli uomini, bisogna pure ch'egli l'abbia fatto riferendosi all'idea che aveva di loro. Ma anche quelli che non hanno la fede hanno conservato l'opinione tradizionale secondo cui l'oggetto non esisteva mai se non in conformità con la sua essenza; e l'intero XVIII secolo ha pensato che vi era un'essenza comune per tutti gli uomini, chiamata natura umana. L'esistenzialismo reputa, al contrario, che nell'uomo, e solo nell'uomo, l'esistenza precede l'essenza. Ciò significa semplicemente che l'uomo anzitutto è e che poi è questo o quello. L'uomo deve crearsi la propria essenza.

Jean-Paul Sartre

...c'è altro da aggiungere?

Eclissi di Luna del 3 Marzo dalla mia finestraEclisse di Luna 3 Marzo
From my window



-> Noire | Bruciato nel vento 20:17 | Le vostre chiacchierecommenti (6)
presque bleu, photographie




martedì, 06 marzo 2007
Professional, Professional, Professional Distortion

I have to smile I have to show I have to be nice all the time I have to say hello baby I have to wake up every day ...

Sorridi perchè la mattina ti alzi sulle tue gambe, e mostra a tutti che sei sempre bella e felice, saluta tutti altrimenti poi si offendo, alzati ogni giorno o ti diranno che sei una pigra

I have to write I have to shout I have to play records all night I am in a loop I am the loop I have to
make up dress up show up...

Scrivi qualcosa o diranno che non hai lasciato niente perchè quo verba volant e scripta manent, componi una canzone e fai finta che ti piaccia, truccati vestiti e mostrati come fossi omologazione in carne ed ossa o la notte non ti si fila nessuno

I have to sing I have to tease I have to kiss so many cheeks I got the flav I got the tricks I have to put guests on the list...

Canta sotto la doccia e vedrai che quella è la canzone che più ti piace, bacia le guance come fossi Giuda ma non tradire mai o la lista dei tuoi amici si ridurrà a un foglio di carta bruciato

I have no right to complain I have to pretend to pretend I have to shine I have to sign I have to
never trust you blind ...

Se non capisci le persone non puoi pretendere di capirle, e anche se su di te risplende qualche luce non credere che sia della tua luce propria, perchè altrimenti saresti da un pezzo fuori da questo mondo


La vita è questione di distorsioni professionali.
Per quanto io mi metta la camicia bianca ed il golfino nero con scollatura a V stile good fellas non sarò mai una brava ragazza. Sparo sulla croce rossa, stacco petali dalle margherite e calpesto il prato dei giardinetti, unisco il blu con il nero e me ne infischio.
 

                           On Air [ Miss Kittin - Professional Distortion ]

Scegli : o la borsa o la vita



-> Noire | Bruciato nel vento 22:39 | Le vostre chiacchierecommenti (4)
chanson




giovedì, 01 marzo 2007
[ Ancestrale ]


[ Ancestrale ]



-> Noire | Bruciato nel vento 12:45 | Le vostre chiacchierecommenti (5)
presque bleu